Serafina La Marca: il nuovo libro tra memoria e identità, dal passato al futuro
Nell’attesa della sua nuova pubblicazione prevista per l’autunno 2025, Serafina La Marca ci offre già spunti profondi di riflessione attraverso le prime anticipazioni sul volume. Un libro che promette di essere molto più di una raccolta di racconti e poesie: sarà un viaggio nel tempo e nell’identità, un ponte tra passato e futuro costruito con parole che affondano le radici nella memoria collettiva e personale.
La memoria come bussola narrativa
Nei testi di Serafina La Marca, la memoria non è mai nostalgia, ma uno strumento per orientarsi, per comprendere il presente e dare forma al futuro. Nel nuovo libro, questo tema diventa protagonista: ogni racconto, ogni poesia si fa eco di ciò che è stato, per rivelare ciò che siamo.
Attraverso le storie narrate – che spaziano dal ricordo di un’infanzia siciliana al presente migrante in Germania – l’autrice esplora il potere della memoria come forza viva. Una forza che consola, interroga, ricostruisce. La memoria è qui anche atto di resistenza, contro l’omologazione e l’oblio, contro le storie non raccontate.
In particolare, il nuovo libro darà voce a donne, madri, figlie e nonne, portatrici di una memoria affettiva e quotidiana che spesso viene ignorata. Le loro voci, nei testi di Serafina, diventano archivi emotivi in cui ciascuno può ritrovare un frammento di sé.
Le radici e le ali: identità in movimento
Un altro tema centrale del libro sarà l’identità, ma non intesa come qualcosa di statico. Al contrario, per Serafina La Marca l’identità è un processo dinamico, in continuo movimento tra ciò che si è lasciato e ciò che si è diventati.
Cresciuta in Sicilia e poi trasferitasi in Germania, l’autrice ha vissuto sulla propria pelle il senso di appartenenza molteplice, l’ambivalenza tra il “qui” e l’“altrove”. Questa tensione costante si riflette nei suoi scritti, che raccontano l’essere “tra due mondi” come una condizione fertile, anche se spesso dolorosa.
Nel nuovo libro, l’identità sarà indagata in ogni sua sfumatura: culturale, linguistica, familiare, di genere. Le protagoniste dei racconti spesso si muovono in territori incerti, ma proprio in quella incertezza trovano spazi di libertà e consapevolezza.
Le parole come custodi del tempo
La scrittura di Serafina La Marca è da sempre un gesto di custodia, un modo per proteggere storie che rischiano di andare perdute. Ogni parola è scelta con attenzione, come si fa con gli oggetti più preziosi. Nel nuovo libro, questo lavoro sulla lingua è ancora più evidente.
La lingua si fa materia viva, veicolo di emozioni e contenuti, ma anche ponte tra le generazioni. Alcuni racconti richiamano la parlata siciliana, altri usano la struttura della fiaba, altri ancora si affidano alla musicalità della poesia. È un’opera plurilingue nel cuore, se non nei termini, che parla a chi ha vissuto il distacco, il ritorno, l’assenza, l’attesa.
Uno dei punti di forza del libro sarà infatti la stratificazione temporale: passato, presente e futuro non sono separati, ma coesistono. La narrazione li unisce in un’unica trama che dà significato all’esistenza.
Una lettura per chi cerca radici, e per chi le vuole reinventare
Questo libro si rivolge a chi sente il bisogno di ritrovare un senso, a chi ha vissuto la frattura tra il “prima” e il “dopo”, a chi desidera coltivare la memoria non solo come archivio, ma come seme. La scrittura diventa atto di generazione, gesto d’amore, costruzione di futuro.
Le storie raccontate non sono solo testimonianze, ma anche inviti a ricordare, a non dimenticare ciò che ci ha resi ciò che siamo. Una delle frasi chiave del volume, già anticipata dall’autrice, recita:
“Ricordare è come cucire con ago d’oro: ogni punto è una cicatrice che torna pelle viva.”
Verso l’uscita: attesa e preparazione
Mentre cresce l’attesa per l’uscita ufficiale del volume, prevista per ottobre 2025, il sito www.serafinalamarca.com ospiterà nelle prossime settimane contenuti esclusivi, poesie inedite e anticipazioni. Le presentazioni toccheranno tappe in Italia e Germania, con il sostegno di associazioni culturali e librerie indipendenti.
Questo libro non sarà solo una pubblicazione, ma un evento umano e letterario. Un ritorno alle origini e allo stesso tempo uno slancio verso il domani. Un invito a riconoscersi nella parola scritta, a portare con sé ciò che conta davvero.
..
Il Romanzo LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO
..
LA TRAMA DEL ROMANZO
La Sicilia di quegli anni in cui era nata e cresceva la protagonista del romanzo combatteva una battaglia con un nemico impercettibile che erano le vecchie e nuove ideologie a confronto.
Benedetta è la protagonista della storia.
La realtà dove essa cresce è imbevuta di tradizioni millenarie intrecciate di storia di popoli che l’hanno invasa timbrando l’identità del popolo siculo.
È un popolo che alimenta valori per lui irremovibili come lo sono l’onore, la sacralità della struttura famigliare e sociale, nonché la verginità della donna come valore assoluto.
Benedetta cresce nutrita di questo nettare, ma sogna un mondo con infinite possibilità da abbracciare.
Sogna il suo futuro libera da pregiudizi che innalzano confini e presto si rende conto che la sua terra non può venire incontro ai suoi bisogni.
Isolata nel suo mondo psichico sogna ad occhi aperti con l’unica amica che ha: Behla, la sua bambola.
Behla è arrivata nella sua vita da una nazione a lei sconosciuta determinando le sue scelte e regalandole la certezza che il mondo non è solo la realtà del suo paese.
La sua occasione arriva con un ragazzo venuto dalla Germania.
I due giovani si innamorano e va via insieme a lui che funge da trampolino di lancio.
La vita al di fuori le sicurezze di provenienza, tradizioni e cultura di un altro popolo la portano a isolarsi, ma anche a tirare fuori tutto il positivo dalla situazione in cui si trova.
L’emarginazione, dovuta alla non conoscenza della lingua e la conseguente solitudine la porta a circondarsi di altri amici inconsueti: una formichina, un lupo, un fantasma.
Sono loro, che attraverso il loro mondo incontaminato le fanno vedere le infinite possibilità che ha a portata di mano.
Si rende conto che per superare le barriere dell’isolamento deve imparare la lingua del posto dove vive.
Si accorge che la sua Patria di adozione le offre un’altra identità e prospettiva di vita.
Benedetta sperimenta, che la parola solidarietà, la mano tesa, l’incoraggiamento non sono parole teoriche, ma fatti che si ripetono quotidianamente, in silenzio.
Alla fine capisce, che le difficoltà invece che abbatterla hanno fatto di lei una donna libera.
A quel punto decide di ritornare alle origini con il sogno e la speranza di trovare un posto nella terra dove è nata.
L’amore, che arriva nella sua vita inaspettato, riconosce, nel suo stile di vita vissuta controcorrente, l’importanza del confronto, del camminare insieme anche se per strade e culture diverse, si accorge della ricchezza che ha l’andare alla ricerca di mondi sconosciuti per approdare là, dove ci sentiamo a casa, dove ci viene offerta una casa, e quindi rimettersi in discussione e ripartire.
..
..
LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO
..

..
..
..
..
..
Serafina La Marca Biografia
Serafina La Marca è italiana, di origine siciliana. La vita la porta ad emigrare in Germania, con tutte le difficoltà correlate. Non conoscere la lingua, essere in un ambiente sociale completamente nuovo e diverso da quello di provenienza e soprattutto essere donna.
Come emigrata Serafina ha vissuto le problematiche dello sradicamento, della solitudine, dell’emarginazione.
Ma senza smettere mai di sognare, sperare e tentare di emergere come persona con una propria personalità e una propria storia.
Quando Serafina si è trasferita in Germania esistevano i confini tra le nazioni. E l’Europa unita era un sogno di pochi illuminati.
E i problemi concreti da risolvere si amplificavano. Con tutte le battaglie personali combattute tra infinite difficoltà, non c’era posto per i sogni.
Per non parlare poi dei confini linguistici: si creavano veri e propri ghetti da cui occorreva però uscire per andare avanti.
Il rischio era quello di idealizzare ciò che ci si era lasciato alle spalle, vanificando il costruire il nuovo e perdendo di vista obiettivi e speranze.
Ogni lira guadagnata si spediva in Italia per costruirsi la casetta, immaginando un domani di rientrare con un modesto gruzzoletto.
E questo era l’unico obiettivo, il motore che permetteva di sopravvivere al distacco da famiglia e affetti.
I figli, spesso in età scolastica, venivano lasciati nei luoghi di origine, affidati per lo più ai nonni.
Intanto gli anni passavano, la vita si trascinava tra arrivi e partenze, i figli crescevano, ne nascevano altri e si vivevano realtà concatenate ma distanti.
Per i figli infatti si sceglieva la scuola italiana in previsione del rimpatrio. Sempre secondo quel sogno da realizzare.
Il tempo però non si fermava ad aspettare e scorreva, talvolta correva. E il sogno non si raggiungeva. Ecco perchè oggi molti di quella generazione hanno deciso di lasciare quel sogno nel cassetto. Un cassetto che aprono di tanto in tanto per tenere viva la speranza, per alimentare l’idea che, pur continuando a girare intorno al mondo al passo di una formichina, alla fine sicuramente riusciranno a fermarsi all’ombra del proprio cipresso.
Alla fine si sceglieva la via dello sradicamento.
Nasce così il romanzo di Serafina “LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO”. Libro con cui Serafina ha voluto descrivere uno stralcio di quel mondo. Per chi è lontano da simili problematiche e dolori e affinchè questo sforzo di sacrificio, integrazione e costruzione di una speranza possano essere conosciuti e compresi.
Ha voluto raccontarlo a coloro che amano leggere la realtà nutrita di fantasia. Quella risorsa importante che ci permette di spaziare senza limiti ogniqualvolta sentiamo la necessità di evadere dal quotidiano per avventurarci e vivere nel mondo perfetto, immaginato, creato da noi.
Ha voluto scriverlo anche per quelli come lei. Per dire loro che non sono né un fallimento né una vittoria, ma persone che hanno portato nel mondo le proprie origini e tradizioni, la loro cultura, la loro fede, la loro incredibile capacità di emergere dagli abissi. E vincere così la loro personale battaglia.
Così Serafina è conosciuta, come autrice del romanzo “LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO”: una donna emigrata e poi diventata scrittrice per il suo sogno di vita. E per quello di tanti.
..