Poesia e realtà si incontrano: il nuovo libro di Serafina La Marca tra verità vissute e visione poetica
Nel panorama letterario contemporaneo, Serafina La Marca si distingue per una cifra stilistica che unisce in modo armonioso narrazione e lirismo, esperienza concreta e slancio poetico. Il suo nuovo libro, atteso per l’autunno 2025, sarà una testimonianza chiara di questo dialogo fertile tra poesia e realtà, che è diventato ormai il suo tratto distintivo.
Il volume, composto da una selezione di racconti brevi alternati a poesie originali, non solo propone un ritmo narrativo innovativo, ma invita il lettore a vivere un’esperienza di lettura emotiva e profonda, in cui ogni pagina può essere una scoperta, una ferita, una rinascita.
Una struttura inedita che accoglie la complessità
L’impianto del nuovo libro si presenta come un tessuto narrativo a due voci: quella della prosa, che racconta vite, storie, luoghi e volti; e quella della poesia, che decanta, rallenta, scompone e reinventa la realtà. L’autrice non mette in opposizione i due registri, ma li fonde in un continuo scambio.
Ogni racconto è accompagnato da una o più poesie che ne amplificano il senso, offrono nuovi punti di vista o ne raccolgono l’essenza in forma simbolica. È come se il lettore avesse sempre una doppia lente: quella della realtà vissuta e quella della realtà sentita.
Questa struttura non è casuale: nasce da un’urgenza espressiva profonda. In un tempo in cui la complessità viene spesso ridotta a slogan e frasi semplicistiche, Serafina La Marca sceglie di abitare le sfumature, di dare spazio alle emozioni contraddittorie, ai non detti, al silenzio.
Poesia come strumento di verità
La poesia, per l’autrice, non è evasione, ma strumento di precisione emotiva. Ogni verso è una lama che incide il reale per mostrarne la verità più intima. E lo fa con delicatezza, ma anche con fermezza. Nei suoi testi, la poesia non è consolatoria, ma trasformativa.
In questo nuovo libro, i versi toccano i temi della maternità, del distacco, dell’emigrazione, della solitudine e della speranza. Alcune poesie sono vere e proprie confessioni intime, altre assumono una dimensione quasi collettiva, parlando a nome di chi non ha mai avuto la possibilità di scrivere.
“Scrivo per dire ciò che altrimenti rimarrebbe in gola” – ha dichiarato Serafina in una recente intervista. E questo nuovo libro lo dimostra: è un grido lieve ma necessario, una forma di verità poetica che si affianca alla realtà quotidiana.
La realtà nei racconti: volti e voci autentiche
La parte narrativa del libro, invece, si concentra su racconti brevi che affondano le radici nella vita reale. Ci sono storie di madri lavoratrici, di figli cresciuti tra due culture, di donne che lottano contro il pregiudizio, di anziani che non hanno perso la voglia di raccontare. La realtà narrata è concreta, ma mai banale.
Serafina La Marca ha la capacità di cogliere l’universale nel particolare, e lo fa con uno stile semplice, ma capace di grandi suggestioni. Le sue protagoniste – reali o immaginarie – sono figure forti, spesso ferite, ma sempre piene di dignità e desiderio di riscatto.
Non manca lo sguardo sull’Italia dell’emigrazione, sulla Germania come terra di accoglienza e sradicamento insieme, sulla famiglia come luogo di costruzione e a volte di dolore. Ma in tutto questo, il tono è sempre umano, mai ideologico, e profondamente empatico.
Perché leggere questo libro
Il nuovo libro di Serafina La Marca si rivolge a chi ama la scrittura che emoziona ma non indulge, a chi cerca nelle parole una forma di verità, una via per comprendere sé stessi e il mondo. È una lettura per chi sente che poesia e realtà non sono due mondi separati, ma due modi di dire la stessa cosa con profondità diversa.
Non è un libro da leggere tutto d’un fiato: è un libro da abitare, da portare con sé, da rileggere nei momenti in cui si ha bisogno di verità dolci e dure, di parole che accarezzano e svegliano.
Verso l’uscita: cosa aspettarsi
Il libro sarà pubblicato nell’autunno 2025 con una veste grafica che rispecchierà l’alternanza tra racconto e poesia. Le presentazioni in programma coinvolgeranno librerie indipendenti, associazioni culturali e spazi dedicati al mondo femminile e alla poesia.
Sarà bilingue in italiano e in tedesco, per continuare a dialogare con le comunità che seguono l’autrice anche fuori dall’Italia.
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Il Romanzo LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO
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LA TRAMA DEL ROMANZO
La Sicilia di quegli anni in cui era nata e cresceva la protagonista del romanzo combatteva una battaglia con un nemico impercettibile che erano le vecchie e nuove ideologie a confronto.
Benedetta è la protagonista della storia.
La realtà dove essa cresce è imbevuta di tradizioni millenarie intrecciate di storia di popoli che l’hanno invasa timbrando l’identità del popolo siculo.
È un popolo che alimenta valori per lui irremovibili come lo sono l’onore, la sacralità della struttura famigliare e sociale, nonché la verginità della donna come valore assoluto.
Benedetta cresce nutrita di questo nettare, ma sogna un mondo con infinite possibilità da abbracciare.
Sogna il suo futuro libera da pregiudizi che innalzano confini e presto si rende conto che la sua terra non può venire incontro ai suoi bisogni.
Isolata nel suo mondo psichico sogna ad occhi aperti con l’unica amica che ha: Behla, la sua bambola.
Behla è arrivata nella sua vita da una nazione a lei sconosciuta determinando le sue scelte e regalandole la certezza che il mondo non è solo la realtà del suo paese.
La sua occasione arriva con un ragazzo venuto dalla Germania.
I due giovani si innamorano e va via insieme a lui che funge da trampolino di lancio.
La vita al di fuori le sicurezze di provenienza, tradizioni e cultura di un altro popolo la portano a isolarsi, ma anche a tirare fuori tutto il positivo dalla situazione in cui si trova.
L’emarginazione, dovuta alla non conoscenza della lingua e la conseguente solitudine la porta a circondarsi di altri amici inconsueti: una formichina, un lupo, un fantasma.
Sono loro, che attraverso il loro mondo incontaminato le fanno vedere le infinite possibilità che ha a portata di mano.
Si rende conto che per superare le barriere dell’isolamento deve imparare la lingua del posto dove vive.
Si accorge che la sua Patria di adozione le offre un’altra identità e prospettiva di vita.
Benedetta sperimenta, che la parola solidarietà, la mano tesa, l’incoraggiamento non sono parole teoriche, ma fatti che si ripetono quotidianamente, in silenzio.
Alla fine capisce, che le difficoltà invece che abbatterla hanno fatto di lei una donna libera.
A quel punto decide di ritornare alle origini con il sogno e la speranza di trovare un posto nella terra dove è nata.
L’amore, che arriva nella sua vita inaspettato, riconosce, nel suo stile di vita vissuta controcorrente, l’importanza del confronto, del camminare insieme anche se per strade e culture diverse, si accorge della ricchezza che ha l’andare alla ricerca di mondi sconosciuti per approdare là, dove ci sentiamo a casa, dove ci viene offerta una casa, e quindi rimettersi in discussione e ripartire.
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LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO
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Serafina La Marca Biografia
Serafina La Marca è italiana, di origine siciliana. La vita la porta ad emigrare in Germania, con tutte le difficoltà correlate. Non conoscere la lingua, essere in un ambiente sociale completamente nuovo e diverso da quello di provenienza e soprattutto essere donna.
Come emigrata Serafina ha vissuto le problematiche dello sradicamento, della solitudine, dell’emarginazione.
Ma senza smettere mai di sognare, sperare e tentare di emergere come persona con una propria personalità e una propria storia.
Quando Serafina si è trasferita in Germania esistevano i confini tra le nazioni. E l’Europa unita era un sogno di pochi illuminati.
E i problemi concreti da risolvere si amplificavano. Con tutte le battaglie personali combattute tra infinite difficoltà, non c’era posto per i sogni.
Per non parlare poi dei confini linguistici: si creavano veri e propri ghetti da cui occorreva però uscire per andare avanti.
Il rischio era quello di idealizzare ciò che ci si era lasciato alle spalle, vanificando il costruire il nuovo e perdendo di vista obiettivi e speranze.
Ogni lira guadagnata si spediva in Italia per costruirsi la casetta, immaginando un domani di rientrare con un modesto gruzzoletto.
E questo era l’unico obiettivo, il motore che permetteva di sopravvivere al distacco da famiglia e affetti.
I figli, spesso in età scolastica, venivano lasciati nei luoghi di origine, affidati per lo più ai nonni.
Intanto gli anni passavano, la vita si trascinava tra arrivi e partenze, i figli crescevano, ne nascevano altri e si vivevano realtà concatenate ma distanti.
Per i figli infatti si sceglieva la scuola italiana in previsione del rimpatrio. Sempre secondo quel sogno da realizzare.
Il tempo però non si fermava ad aspettare e scorreva, talvolta correva. E il sogno non si raggiungeva. Ecco perchè oggi molti di quella generazione hanno deciso di lasciare quel sogno nel cassetto. Un cassetto che aprono di tanto in tanto per tenere viva la speranza, per alimentare l’idea che, pur continuando a girare intorno al mondo al passo di una formichina, alla fine sicuramente riusciranno a fermarsi all’ombra del proprio cipresso.
Alla fine si sceglieva la via dello sradicamento.
Nasce così il romanzo di Serafina “LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO”. Libro con cui Serafina ha voluto descrivere uno stralcio di quel mondo. Per chi è lontano da simili problematiche e dolori e affinchè questo sforzo di sacrificio, integrazione e costruzione di una speranza possano essere conosciuti e compresi.
Ha voluto raccontarlo a coloro che amano leggere la realtà nutrita di fantasia. Quella risorsa importante che ci permette di spaziare senza limiti ogniqualvolta sentiamo la necessità di evadere dal quotidiano per avventurarci e vivere nel mondo perfetto, immaginato, creato da noi.
Ha voluto scriverlo anche per quelli come lei. Per dire loro che non sono né un fallimento né una vittoria, ma persone che hanno portato nel mondo le proprie origini e tradizioni, la loro cultura, la loro fede, la loro incredibile capacità di emergere dagli abissi. E vincere così la loro personale battaglia.
Così Serafina è conosciuta, come autrice del romanzo “LA BAMBOLA VENUTA DA LONTANO”: una donna emigrata e poi diventata scrittrice per il suo sogno di vita. E per quello di tanti.
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